Vedere centinaia, addirittura migliaia di studenti in piazza, striscioni, slogan, cortei, professori che fanno lezione in piazza, scuole ed università occupate è impressionante.
Alcuni temono di non avere a che fare con i cassonetti bruciati di Pianura e Chiaiano, che teme di non avere a che fare con la facile scusa di spaccio a Castel Volturno.
Sperano in qualche atto vandalico, in qualche pretesa di violenza per poter di nuovo sviare l'attenzione sul problema in sé, per poter di nuovo giustificare l'aspetto esteriore di una completa e precisa distruzione culturale e sociale.
Sperano che giunga la fatidica data del 30 e con questa, il decreto funebre pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.
Ma con tutte queste cose non riescono a non provare una cosa che pensavano di aver istillato solo nel popolo italiano: la paura.
Continua a leggere..
lunedì 27 ottobre 2008
Paura
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11:13 AM
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venerdì 5 settembre 2008
Un piacevole scambio di parole
Sono stato molto contento di essere uscito, ieri pomeriggio, con il mio ex professore di Greco al Liceo. È stata l'occasione per parlare un po' dell'università e della scuola in generale, ma anche di pedagogia, didattica e paleografia. Si perché trovo nel prof. Roncella uno dei pochi interlocutori "ad hoc" per elucubrare e discutere riguardo a codesta nobile materia, troppo demandata a polverosi quanto ingrati lidi..
Ho apprezzato molto il libro che mi ha regalato: Frittate D'Autore, di Maria Grazia Accorsi, che, non appena il tempo me lo consentirà, non mancherò subito di leggere.
Mi ha fatto anche molto piacere leggere la sua impressione su di me che ho letto questa mattina sul forum del mio ex liceo , impressione che riporto testuale.
Io vorrei ringraziare Silvio (a parte il Futuro, nel quale effettivamente so che mi darà molte soddisfazioni!) per il Passato.
Perché??
Beh, non perché il Greco sia stato mai lo chef-d'œuvre de la maison (costì non si sta facendo un'agiografia e poi si vorrebbe evitare di andare all'Inferno) ma per tutte le doti umane, morali ed etiche con cui il Nostro ha seguito il Triennio degli Studi Superiori.
Se è vero come è vero che le style fait l'homme il ringraziamento va all'enorme senso dell'educazione, dell'humanitas e della mesòtes del Nostro, alla sua costante well-behaviour and polite manner che lo ha sempre ed universalmente distinto da tutte le altre pecore matte, alla classe dimostrata in ogni occasione, soprattutto nel metabolizzare con grandissima disinvoltura la malvagità del Docente e praesertim tutta una serie di battute del medesimo, in special modo durante la Terza Liceale, che attribuivano, colla consueta ed imbarazzante ...come dire... franchezza di linguaggio, il suo decalage nei risultati della Disciplina ad un momento particolarmente caliente, bohemien e "creativo" dovuto all'impegno dispiegato in partite giocate su ben altri tavoli!
Mai potrò dimenticare come il Nostro frequentò DA SOLO un intero corso pomeridiano, senza mai fare motto o elevare lamento e senza mai mancare una volta, benché certo non fosse stato l'unico convocato!
Grazie, dunque, di tutto questo e, come sempre, ad maiora, ad meliora, ad plura!
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3:42 PM
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martedì 1 luglio 2008
Ecco i veri problemi della scuola
(ANSA) - ROMA, 1 LUG - Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini non scarta l'ipotesi di ripristinare l'uso del grembiule a scuola. L'idea e' stata lanciata dalla parlamentare del Pdl Giammanco. E il ministro ha risposto: 'Le motivazioni sono convincenti. E' un fatto di ordine ma anche di uguaglianza sociale'. Genitori democratici commenta: 'riteniamo che i problemi della scuola siano altri'. E l'associazione nazionale presidi risponde: si', ma rispettare l'autonomia delle scuole.
Ecco le vere difficoltà della scuola e la loro pronta soluzione.
Spero che gli "onorevoli" non abbiano idee utili e strutturali come queste per risolvere anche gli altri di problemi.
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9:58 PM
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venerdì 20 giugno 2008
La prova di matematica
Sono riuscito a pescare su internet anche la prova di matematica (incomprensibile per me, ovviamente), vi posto il link del sito (studentville.it) che l'ha gentilmente segnalata su internet.
Read More...... ♦DiggIt! ♦Add to del.icio.us ♦Add to Technorati Favesgiovedì 19 giugno 2008
Versione di maturità 2008
Alla fine è uscito Luciano, molti se lo aspettavano, altri no.
Era dato comunque tra i favoriti nella maratona di indiscrezioni di ieri.
Ho seguito la vicenda con l'occhio per fortuna distaccato dell'universitario, ma posto due possibili traduzioni della versione di quest'anno a beneficio di chi vuole controllare.
Le traduzioni sono proposte da milano.blogosfere.it.
PRIMA TRADUZIONE:
"Ecco dunque come deve essere secondo me lo storico:impavido, incorruttibile, libero, amico della verità e della parola schietta, uno che-come diceva quel comico-dice pane al pane e vino al vino, uno che mai per amicizia o per odio è indotto a concedere o negare, a commiserare o vergognarsi o disperzzare; giudice equanime, benevolo con tutti mai fino al punto di concedere ad una parte più di quanto mariti, che nn ha patria quando scrive nè città, nè sovrano; uno che nn sta a chiedersi cosa ne penserà il tale o il tal'altro, ma riferisce quello che è accaduto.Fu Tucidide a legiferare tutto questo, fu lui che distinse vitù e vizio nella storigrafia, vedendo che erodoto era ammirato a tal punto che i suoi libri vebivano addirittura chiamati muse. Dice infatti di scrivere qualcosa che resti per sempre anzichè per la gara del momento; dice di non apprezzare l'elemento favoloso ma di lasciare ai posteri un veridico racconto di quel che effettivamente accade. E introduce la considerazione dell'utile, di ciò che qualunque uomo da senno può indicare come fine dell'opera storica:che cioè come dice se si ripresenatassero situazioni simili ci si potrà giovare del racconto storico proprio nell'azione contingente."
SECONDA TRADUZIONE:
"Così dunque deve essere per me lo storico: impavido, incorruttibile, libero, amoci della franchezza e della verità, e come dice il cominco, capace di chiamare i fichi, fichi, e la barca, barca, di non risparmiare o concedere nulla per odio o per amicizia; non deve avere riguardo, pietà, vergogna, o paura;sia un giudice imparziale, benevolo verso tutti ma non al punto di concedere a nessuno più di quel che gli è dovuto; nelle proprie opere deve essere straniero, senza patria, indipendente da ogni potere, uno ch enon calcola che cosa ne penserà l'uno o l'altro ma che racconta i fatti così come sono accaduti. Tucidide per esempio stabilì con precisione queste norme e distinse pregi e difetti dello storico, vedendo che Erodoto era oggetto di grandissima ammirazione tanto che i suoi libri erano chiamati con il nome delle Muse; egli infatti dice che le sue storie sono un possesso per l'eternità più che un'opera che possa piacere per il presente e non si basa su racconti fantastici ma consegna ai posteri la verità sull'accaduto; introduce anche il concetto di utilità e di quello che una persona assennata potrebbe immaginare sia il fine della storia: cioè che, se capitassero ancora fatti simili a quelli passati, gli uomini, dice Tucidide, guardando alle cose scritte un tempo, possano servirsene per affrontare la situazione del momento."
Nei prossimi giorni andrò comunque a cercare la parte del testo corrispondente per una traduzione più accurata (e perché no, magari riprendere in mano il dizionario e testarne "manu" la difficoltà).
domenica 27 gennaio 2008
Porte Aperte all'università di Trento
Venerdì 15 febbraio si terranno a Trento le Porte Aperte, alle quali sono invitati a partecipare gli studenti del quarto e del quinto anno della scuola media superiore.
Ecco il programma con tutti gli orari.
Come già ribadito, mi metto a disposizione per chi vuole venire (soprattutto a lettere a sentire una lezione) in quel giorno e in quelli successivi.
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2:35 PM
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mercoledì 16 gennaio 2008
Articolo sul sito nazionale
E' apparso ieri, sul sito nazionale di Sinistra Democratica l'articolo che io, Giacomo e Giovanni abbiamo scritto per portare anche il nostro punto di vista (soprattutto di studenti) all'interno del progetto della Sinistra che va delineandosi.
Per chi ha il piacere di leggerlo e magari di farmi sapere cosa ne pensa ecco il link.
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12:41 PM
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domenica 2 settembre 2007
Uno studente del Bagatta ci ha lasciato
Il forum del Liceo é in lutto per la scomparsa, in un incidente stradale in motorino, dell'alunno Manuel Cerini.
Mi unisco nelle condoglianze alla famiglia, agli amici, ai compagni e agli insegnanti del ragazzo.
Una vita così non dovrebbe mai essere spenta in modo così brutale.
Addio Manuel.
giovedì 30 agosto 2007
Iscritto all'università
E' ufficiale, mi sono iscritto all'università statale di Trento, alla facoltà di Scienze Storiche, all'interno di Lettere e Filosofia.
Sta per iniziare un nuovo capitolo della mia vita, forse quello più importante.
Cambieranno tante cose, ad iniziare dal posto in cui vivrò (ho preso un alloggio con due miei amici), al nuovo metodo di studio e al nuovo ritmo che darò alla mia routine quotidiana.
Che dire, siamo arrivati fino qua, andiamo avanti fiduciosi;)
domenica 1 luglio 2007
Prova svolta di matematica
Ed ecco le soluzioni dei due problemi di matematica della seconda prova d'esame, anno 2007:
L'autore non é responsabile di eventuali quesiti errati o di errori, dato che il materiale non proviene da fonti verificate.
Le soluzioni si trovano rispettivamente qui e qui.
Le soluzioni dei quesiti si trovano invece qua.
giovedì 28 giugno 2007
Forum del Liceo rinnovato
Il Bagatta forum ha cambiato stile e interfaccia ancora una volta.
Dopo la spasmodica attesa di un phpbb3, finalmente ci viene regalata dai programmatori la versione stabile che il Bagatto ha provveduto subito ad installare.
Innovativa la veste grafica, anche se ci vuole un attimo per abituarsi.
Aumentati enormemente i poteri dei moderatori, infatti ora dovranno essere riviste le regole, dato che da interfaccia essi possono bannare (almeno, io posso farlo).
Ci sono anche altri comandi e un'utile stringa che avvisa se la persona che ha scritto quel post é connessa.
Se ci sono ulteriori miglioramenti che non ho notato fatemelo presente;).
Per chi ancora non si é iscritto l'indirizzo é questo.
mercoledì 27 giugno 2007
Versione di latino maturità 2007
Dulcis in fundo, non poteva mancare la versione di latino con relativa traduzione;)
Egregie mihi videtur M. Antonius apud Rabirium poetam, cum fortunam suam transeuntem alio videat et sibi nihil relictum praeter ius mortis, id quoque, si cito occupaverit, exclamare:
“Hoc habeo, quodcumque dedi.”
O quantum habere potuit, si voluisset! Hae sunt divitiae certae in quacumque sortis humanae levitate uno loco permansurae; quae cum maiores fuerint, hoc minorem habebunt invidiam. Quid tamquam tuo parcis? procurator es. Omnia ista, quae vos tumidos et supra humana elatos oblivisci cogunt vestrae fragilitatis, quae ferreis claustris custoditis armati, quae ex alieno sanguine rapta vestro defenditis, propter quae classes cruentaturas maria deducitis, propter quae quassatis urbes ignari, quantum telorum in aversos fortuna conparet, propter quae ruptis totiens adfinitatis, amicitiae, conlegii foederibus inter contendentes duos terrarum orbis elisus est, non sunt vestra; in depositi causa sunt iam iamque ad alium dominum spectantia; aut hostis illa aut hostilis animi successor invadet. Quaeris, quomodo illa tua facias? dona dando. Consule igitur rebus tuis et certam tibi earum atque inexpugnabilem possessionem para honestiores illas, non solum tutiores facturus. Istud, quod suspicis, quo te divitem ac potentem putas, quam diu possides, sub nomine sordido iacet: domus est, servus est, nummi sunt; cum donasti, beneficium est.
Seneca, De beneficiis 6. 3
Mi sembra che Marco Antonio, vedendo che la sua fortuna passava ad altri (lett.: altrove) e che a lui non era rimasto nulla se non la facoltà di morire (lett.: di morte) (e) anche questa se l’avesse esercitata in fretta, esclami mirabilmente in un’opera del poeta Rabirio (lett.: presso il poeta Rabirio):
“Ho quello che ho donato” (lett.: questo ho, quello che ho dato)
Oh! Quanto avrebbe potuto avere se avesse voluto! Questa è la ricchezza sicura, destinata a rimanere (sempre) nello stesso posto (lett.: in un unico posto) in qualunque volubilità della sorte umana; e questa quanto più grande sarà, tanto minore invidia si attirerà (lett.: avrà). Perché risparmi come (se si trattasse di un patrimonio) tuo? (Tu ne) sei l’amministratore. Tutte codeste cose che vi fanno dimenticare la vostra fragilità, tronfi (come siete) e sprezzanti della umana condizione (lett.: inducono voi, tronfi e innalzati al di sopra delle umane sorti, a dimenticarvi della vostra fragilità), (tutte codeste cose) che (voi) con le armi in pugno (lett.: armati) custodite con serrature di ferro, che difendete con il vostro sangue dopo averle strappate ad altri versandone il sangue (lett.: portate via dal sangue altrui), per le quali varate flotte che insanguineranno i mari, per le quali squassate le città ignorando con quanti colpi la sorte vi prenderà alle spalle (lett.: ignari di quanti dardi la sorte prepari contro di voi voltati di spalle), per le quali, infranti tante volte i legami della parentela, dell’amicizia, di un’associazione, il mondo è stato diviso fra due contendenti, (tutte codeste cose) non sono vostre; sono (presso di voi) in conto deposito (lett.: nella condizione di un deposito), pronte a rivolgersi da un momento all’altro (lett.: che si rivolgono ormai già) ad un altro padrone; vi piomberà sopra o un nemico o un successore dall’animo nemico. Domandi come tu possa renderle tue? Donandole (lett.: dando doni; oppure: dandole come doni). Provvedi dunque alle tue cose e procurati un possesso di esse sicuro e inespugnabile e le renderai (lett.: destinato a renderle) (così) più rispettabili non solo più sicure. Questo patrimonio (lett.: questa cosa) che (tu) ammiri, grazie al quale pensi di essere ricco e potente, per tutto il tempo che lo possiedi, è oppresso da nomi volgari (lett.: singolare): (questi nomi) sono (lett.: è) “casa”, schiavo”, “soldi”; (ma) quando ne hai fatto dono, (il nome) è beneficio.
Read More...... ♦DiggIt! ♦Add to del.icio.us ♦Add to Technorati Favesmartedì 26 giugno 2007
Terza prova svolta, dolori e gioie.
E anche la terza prova é andata, poteva andare decisamente meglio, ma comunque é andata.
A parte matematica, che é stata lasciata in bianco dalla pressoché totalità degli studenti, le altre domande, pur non essendo insormontabili, mi hanno comunque creato qualche difficoltà.
In sostanza la terza prova non é andata bene, o, se é andata discretamente per tre materie, é stata affossata dalla pessima prestazione in matematica.
Comunque il risultato é che ho preso 30 crediti su 45 nelle tre prove scritte e quindi posso avviarmi al colloquio orale più traquillo di prima (avendo 43 crediti).
Bene, per l'ultima avventura ora dobbiamo aspettare il 7 Luglio, quindi ancora due settimane di studio e di tensione, con tanti miei amici e compagni che finiscono prima la loro avventura superiore.
Non mi resta che augurare a loro (e a me) buona fortuna per l'ultima tappa!
domenica 24 giugno 2007
Conto alla rovescia per la terza prova...
Oramai é questione di ore e sapremo (perché ce le avremo davanti) le materie della terza prova.
Una prova molto nebulosa, dato che siamo all'oscuro sia della tipologia che delle materie, con la possibilità di averne anche cinque e di avere tra di esse anche italiano e latino (ancorché siano state già trattate nella prima e nella seconda prova).
Nell'attesa non resta che studiare il più possibile tutte le materie e, al momento opportuno, rispondere cercando di centrare in qualche modo l'argomento e non lasciare uno spazio bianco (sinonimo di disastro).
Domani verso sera usciranno poi tutti i risultati degli scritti e verrà anche esposto il calendario degli orali, l'ultimo grande appuntamento del nostro percorso di maturità.
Nell'attesa comunque si suda sui libri aspettando con trepidazione quei danni fogli muniti di righe che potrebbero segnare il destino del nostro esame.
Nell'attesa un in bocca al lupo a tutti i maturandi;)
venerdì 22 giugno 2007
Seconda prova svolta, ma che dolore! -2
E anche la seconda prova é andata.
Andata, bé... diciamo che é passata, perché riguardo al suo insuccesso non ci sono dubbi.
Tutto é iniziato come al solito alle 9 (questa volta però un po' più in orario della volta scorsa), con l'arrivo del presidente con in mano la mitica busta sigillata.
Prima di aprirla l'ha fatta controllare ad un testimone (a me in questo caso), per vedere se era sigillata e dopo, avvolto da un sepolcrale silenzio, l'ha aperta.
E così é venuta fuori una mastodontica versione di Seneca.
Dopo la lettura di rito e la consegna a tutti di una copia del testo, la classe si é accinta alla mitica impresa di riuscire a tradurla.
Dopo pochi minuti sono sorte subito evidenti difficoltà di interpretazione del testo, soprattutto nella parte centrale che era un'unica enorme frase di 7 righe, con il verbo alla fine;).
Insomma, la sofferenza é durata ben 4 ore (non capisco perché ne diano 6 per il tema quando ne basterebbero massimo 5 e per la versione invece ne danno solo 4...) e alla fine ognuno di noi ha consegnato alla storia la sua improbabile (almeno nel mio caso) interpretazione dell'intricato periodo senechiano.
Da sottolineare comunque la piena e pronta disponibilità delle professoresse di latino (la nostra e la commissaria esterna) ad offrire tutto l'appoggio possibile, nei limiti permessi, per aiutarci a capire il quadro generale.
Devo dire che alcuni periodi li ho capiti solo grazie a loro;)
Spero di aver comunque guadagnato qualche prezioso punticino e che la correzione non sia troppo rigida.
Nell'attesa, sotto con la preparazione per la terza prova, che sarà un fitto mistero sulle materie trattate (tranne inglese, che é certo).
mercoledì 20 giugno 2007
Prima prova fatta (-1)
E la prima prova é andata.
E' iniziato tutto questa mattina, verso le 8.00, quando arrivo a scuola e mi unisco alla moltitudine vociante (nel caso dei miei compagni MOLTO vociante) che vaga per il cortile del Liceo.
Alcune classi verso le 8.15-8.30 vengono chiamate ad entrare e noi tra queste.
Ci portano (ma guarda un po') nella nostra classe, dove i banche sono già stati predisposti.
Ci accomodiamo rumorosamente e subito facciamo conoscenza con la nostra commissaria di Latino e con il Presidente, che arriva trafelato per ricordarci le regole della "partita".
Fatto questo aspettiamo e la tensione piano piano si scioglie, dato che parliamo tranquillamente e dei temi per il momento non se ne vede l'ombra.
Poi ad un certo punto entra un signore che si presenta come il nostro commissario di storia e filosofia, anche lui prende posto dietro la scrivania.
La prof.ssa Rocca, (unico volto conosciuto per il momento) sembra piuttosto nervosa, probabilmente dall'evidente ritardo.
Ad un certo punto entra il presidente, arraffa il primo dizionario che gli capita a tiro e dice ad alta voce "L!". Ecco la lettera di inizio delle interrogazioni orali! Devo dire che la procedura é stata troppo veloce per essere dolorosa. Subito dopo arriva la notizia che la V scienze sociali (siamo abbinati a loro dato che abbiamo lo stesso presidente di commissione) é stata estratta come prima classe per svolgere gli orali.
Questo significa che avrò come minimo una settimana buona dopo la terza prova per ripassare.
Dopo un po' arriva anche un ventilatore che provvidenzialmente rinfresca solo quelli della prima fila (il sottoscritto é stra questi). Dopo un po' (e sono le 9.30) arrivano finalmente i temi e possiamo cominciare.
Scarto ovviamente Dante e rapidamente opto per il saggio breve (tipologia già ampiamente sperimentata durante l'anno) e mi accingo a svolgere la tematica socio-politica (quella sulla Costituzione Italiana).
Devo dire che mi attirava un po' anche quello scientifico, ma ho preferito non rischiare e andare su una tipologia più sicura.
Quindi, tema svolto (il risultato ovviamente non si sa e comunque non si dice né si pensa...) e domani una delle prove più temute, fonte inevitabilmente di pianti e stridore di denti: la versione di Latino.
Cercherò di arrabattarmi per evitare un completo disastro, pregando tutti gli dei affinché mi concedano una grazia;)
Dopo la seconda prova ci saranno un po' di giorni di "riposo" dalle prova, ma di intenso studio di preparazione per la terza prova di Lunedì, altra temibile meta.
E quindi, a domani.