venerdì 9 maggio 2008

In ricordo di Aldo Moro e Peppino Impastato



Con queste poche righe voglio ricordare due personaggi emblema della violenza e dell'insensatezza del terrorismo: Aldo Moro e Peppino Impastato, due personaggi impegnati su fronti diversi, ma accomunati dalla prosecuzione di un progetto, di un'ideale e che haddo dato la vita per quello in cui credevano.
Se qualcuno vuole lasciare un commento o un messaggio è libero di farlo, tengo solo a sottolineare che non esistono vittime più illustre di altri, le vittime di questa violenza sono tutte uguali e la loro scomparsa ha segnato il dolore di tante famiglie e di tanti parenti.

Non esiste un terrorismo che può essere rivalutato perché di parte e non deve esistere una revisione, come una visione falsa dei fatti, perché la verità è una sola e la giustizia deve basarsi su questa verità.

Oggi è la giornata delle vittime per il terrorismo e allora mi permetto di riportare alcune frasi presentate questa mattina dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

"Gli ex terroristi che hanno avuto benefici carcerari non devono cercare tribune per giustificare i loro atti di violenza. Non dovrebbero esserci tribune per simili figuri. Spesso il rispetto della memoria purtroppo è mancato proprio da parte di responsabili delle azioni terroristiche". Napolitano ha infine criticato con fermezza "la reviviscenza dell'ideologia comunista e neonazista".

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5 commenti:

  1. Sul comunismo, non sono molto d'accordo con te e forse anche con Napolitano, IL COMUNISMO ITALIAO E STATO MOLTO MOLTO DIVERSO DAGLI ALTRI PARTITI COMUNISTI NEL MONDO!
    Poi il nazismo e stato peggiore di tutti, sì, il comunismo dittatoriale imposto da Stalin, Mao e PolPot e stato insulso e ingiusto ma non si possono equiparare le due ideologie.
    Tu di sinistra lo dovresti sapere..

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  2. Dimenticavo, tu di sinistra come me, dovresti cercare di criticare anche un pochino Napolitano quando dice: "la reviviscenza dell'ideologia comunista" che cmq, questa ideologia come c'è l'hanno avuta tante persone e anche lui non prevede la dittatura e il razzismo.

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  3. Si, ma non dimentichiamo che il comunismo in Italia (TOgliatti) é stato a conoscenza dei crimini commessi nell'URSS da Stalin e ha sempre taciuto.
    Io non mi riconosco nell'ideologia comunista, non essendomi mai sentito tale, ma nutro un profondo rispetto per l'esperienza che ha portato al nostro Paese e sono d'accordo nel definirlo un'esperienza diversa da quella di altri partiti comunisti.
    Ma questa consapevolezza ora non può durare nella prospettiva di un'identità di sinistra nuova e moderna e ci ancorerà sempre e solo agli stessi simboli e alle stesse terminologie che non rispondono più a questo Paese.
    Rilanciare un'ideologia é un bene, perché in Italia è prevalsa la "cultura" dell'ignoranza, del qualunquismo, del materialismo e dell'individualismo sfrenati.
    Non si può comunque fare di tutta l'erba un fascio, la gente di sinistra non é comunista, solo una parte si riconosce in questa ideologia e giustamente vuole che questa venga vista con i distinguo storici che l'hanno differenziata da altre esperienze di comunismo nel mondo. Ripeto però: una sinistra nuova deve saper affrontare e superare queste cose e vecchie definizioni e vecchi credo di stampo brigatista come gli eventi dell'assassinio dell'anarchico Pinelli e del commissario Calabresi e delle pericolose derive che a volte trovano le dichiarazioni di persone che si definiscono DI SINISTRA danno molto a pensare.

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  4. Il comunismo Italiano non ha fatto solo cose negative; Ha fatto moltissime cose positive, la snistra italiana hja fatto moltissime cose positive nella lunga storia della Repubblica Italiana Ti ricordi il grandissimo politico dell'allora PCI Enrico Berlinguer? Lui fu uno dei primi a criticare la politica dell'Unione Sovietica e a dialogare anche con i partiti opposti come la DC e il PSI.
    Poi quei porci tiranni sanguinari che tu citi sono da rinnegare e condannare completamente.

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  5. Ettore Ferrero...10 maggio 2011 18:20

    Quando il Magistrato genovese, Dottor. Mario Sossi, venne sequestrato dalle Brigate rosse, si diede inizio ad un contenzioso con lo Stato.
    Dopo vari tentativi d’intervento, incluso quello del Papa, il Magistrato venne rilasciato il 18 Aprile 1974.
    Nel frattempo, il 1° Ottobre 1973 a Torino, venne inviato a comandare la 1° Brigata, che includeva le Regioni del Piemonte, della Liguria e della Valle d’Aosta, il neo promosso Generale di Brigata Carlo Alberto Dalla Chiesa.
    Il Generale, senza troppi tentennamenti e capito il problema che lo circondava, dal nulla istruì il Nucleo di Polizia giudiziaria Antiterrorismo.
    Dopo solo un anno di intenso impegno, le indagini portarono i seguenti risultati:
    - 8 Settembre 1974 arresto dei Capi storici delle Br, Renato Curcio ed Alberto Franceschini;
    - Ottobre 1974 arresto di Piero Bertolazzi, Pietro Bassi, Roberto Ognibene;
    - 34 arresti;
    - 43 denunzie;
    - 193 perquisizioni domiciliari;
    - 160 accertamenti bancari;
    - 93 sopralluoghi;
    - 456 rilievi fotografici;
    - 1.050 informazioni richieste.
    Con questi arresti, con la morte della compagna di Curcio, Mara Cagol, con l’arresto di Giorgio Semeria, il Comitato esecutivo delle Br andava riposizionato, ed al loro posto subentrarono:
    - Mario Moretti;
    - Franco Bonisoli;
    - Lauro Azzolini;
    - Giorgio Micaletto.
    Le Brigate rosse fecero il salto di qualità: da cosiddette “ movimentiste” ad organizzazione militare.
    Purtroppo,però, successe all’interno dell’Arma dei Carabinieri un cambiamento repentino: il Nucleo di Polizia giudiziaria Antiterrorismo del Generale di Brigata Carlo Alberto Dalla Chiesa viene SCIOLTO.
    Da chi, il Comando generale dell’Arma dei Carabinieri, ebbe pressioni esterne in tal senso? E perché?.
    Questo porta a desumere una circostanza enormemente grave: per un periodo, che va dal Marzo 1976 all’Ottobre 1978, il vertice brigatista diretto da Mario Moretti, NON viene né turbato, né ostacolato, né disturbato.
    Un periodo compreso in cui, anche, è maturato il sequestro – 16 Marzo 1978 – e l’ uccisione del Presidente della Democrazia cristiana, On. Aldo Moro – 9 Maggio 1978.

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