lunedì 31 dicembre 2007

L'ultimo post dell'anno e l'ultimo video;)

Questo sarà l'ultimo post del 2007 e come un presentatore desidero ringraziare tutti quelli che hanno letto il mio blog, commentato i miei post e i miei pensieri, anche criticandoli (le critiche sono sempre gradite;).
Grazie a tutti quelli che mi hanno aiutato a risolvere i problemi tecnici e a chi mi ha elargito utili consigli.
Grazie insomma a chi, come me, condivide i propri pensieri e le proprie idee in un modo oramai divenuto consueto ma per molti versi ancora avvenieristico proprio per la libertà che ancora propone, la rete.

E per salutarvi ed augurarvi una buona fine d'anno e un ancor più buono 2008 vi posto il video conclusivo dell'Ottavo Nano con l'indimenticabile Guzzanti;)

A presto!

video

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venerdì 28 dicembre 2007

La posizione della Sinistra l'Arcobaleno sulle elezioni a Brescia

Il nuovo sito della Sinistra L'Arcobaleno a Brescia, ha ribadito ufficialmente la sua posizione per quanto riguarda le elezioni comunali che si terranno nel 2008.

Riporto qui il breve post:

Le forze di “La Sinistra, L’Arcobaleno” ribadiscono la necessità di far vivere appieno l’Unione anche a Brescia .
Unione oggi più forte grazie alle grandi novità di questi ultimi mesi, a partire proprio dalla nascita de “LA SINISTRA, L’ARCOBALENO”.
In questo modo si allargherà il consenso sociale in città, a cominciare dal prossimo appuntamento elettorale delle elezioni amministrative di Brescia (primavera 2008).
Per questo abbiamo lavorato e stiamo lavorando, in stretta collaborazione con i movimenti, le associazioni ed i singoli cittadini, alla definizione delle nostre proposte programmatiche.
Entro gennaio ci impegniamo ad individuare, attraverso forme vere di partecipazione, la candidata o il candidato da sottoporre alle elezioni primarie della coalizione.
Come “LA SINISTRA, L’ARCOBALENO” riteniamo strategico questo percorso partecipativo.
Qualora prevalgano assurde pregiudiziali concorreremo autonomamente, come nuovo soggetto politico, sia alle elezioni comunali che circoscrizionali.

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giovedì 27 dicembre 2007

E il 2007 é quasi finito...


E anche quest'anno é ormai agli sgoccioli, voglio quindi fare un breve riassunto degli eventi salienti che mi sono capitati quest'anno, per certi versi veramente unico.

- innanzitutto é stato l'anno in cui mi sono diplomato e conseguentemente ho iniziato il cammino universitario, i cui annessi e connessi hanno profondamente cambiato la mia vita (almeno il modo di condurla;)
- politicamente é stato l'anno della caduta e della ripresa: l'anno in cui i DS si sono sciolti ed é nato il Partito Democratico. Ma é stato anche l'anno delle elezioni, della mia candidatura e della sofferta sconfitta, anticipo di un disagio interno che sarebbe scoppiato a breve. Il primo anno dopo quasi quattro in cui mi sono sentito disorientato e indeciso politicamente, l'anno in cui si é tenuto il congresso provinciale della Sg qua a Desenzano e nel quale mi sono illuso che potessimo salvare quello che avevamo costruito. E poi, lo scioglimento della sezione, l'abbandono di tutti i compagni, la consapevolezza di essere rimasto solo e di non avere una valida alternativa, poi la speranza, il ritorno della voglia di fare politica, i primi accenni di un nuovo inizio...
- l'anno in cui ho preso la patente, infrangendo forse "l'ultima barriera" che mi separava dal mondo degli adulti.

Ci sono state tante altre cose e alcune superano in importanza quelle che ho scritto sopra (come la Franjis ;) ma a me interessava riportare quelle di maggiore rilievo per chi legge.

PS: se me ne sono dimenticata qualcuna ditemelo, la mia memoria non é più quella di un tempo!

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lunedì 24 dicembre 2007

Buon Natale a tutti


Porgo a tutti i miei lettori, amici e nemici :D, i miei migliori auguri di un felice Natale.
Vi auguro di passarlo con i vostri cari, davanti ad una bella tavola, in casa come al ristorante, con un pensiero a chi purtroppo queste cose non le ha.

Speriamo che l'anno prossimo porti finalmente buonsenso in alcune persone, rispetto e tolleranza in altre e desiderio di pace in tutte.

Mi permetto di allegare i bellissimi auguri della Tenda nel Deserto, al quale faccio i miei, che esprimono un sentimento comune a molte persone.

Buon Natale quindi, auguri a tutti!

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domenica 23 dicembre 2007

Ultima cena tra i compagni di un tempo

Si é svolta ieri sera la cena degli amici della festa de l'Unità alla Cascina del Ritrovo a S.Tommaso (Lonato).
Dopo una riflessione ho deciso di parteciparvi perché so che questa sarà l'ultima cena a vedere uniti tutti quelli che partecipavano a questo evento d'estate e che condividevano la stessa passione politica.
Ora non é più così e dalla cena si vedevano bene le differenze, soprattutto nella scelta dei posti.
E' stata comunque una bella cena, anche se intrisa un po' di ricordi e un po' di tristezza.
Ma non é certo questo che giustifica il rigettare delle proprie idee e della propria visione della politica.
Così mentre quelli cantavano e si divertivano a fare il karaoke ho pensato bene di parlare con parecchie persone di cose più concrete e ho notato un po' con sgomento (ma tanto ci ho fatto quasi l'abitudine) e un po' con rassegnazione che tante persone erano abbastanza scettiche sul partito democratico, ma non volevano abbandonare quel partito che era stata la loro vita.

Era questo che pensavano i fuoriusciti di Rifondazione ai tempi della svolta di Occhetto nel 91 e del PDS? Tristezza nell'abbandonare i compagni e rammarico perché tanti non si volevano staccare dal baraccone? Io questo non lo so e francamente non mi interessa più di tanto, nella vita bisogna fare le proprie scelte e pagare lo scotto delle proprie decisioni.

Ho avuto comunque grande piacere a sentire uno dei miei ex compagni della Sinistra Giovanile, ex-candidato alle primarie del PD, chiedermi di poter far parte del gruppo di giovani della Sinistra L'Arcobaleno che oramai si é costituito.
E' sempre un'immensa gioia per me perché non solo ho l'opportunità di rivedere e di riavere la presenza e l'aiuto di chi ha già fatto politica al mio fianco in passato, ma ho anche ricevuto da più parti ormai la conferma che il Partito Democratico é mosso solo da vecchi e non tanto da età, quanto da mentalità.

Nella strutturazione e nella considerazione verso i giovani non é cambiato un'acca, viene scelta una persona "dei giovani" (espressione odiosa che mi ha sempre fatto sentire un appestato) che tiri su un gruppo di giovani che faranno le loro riunioni e le loro iniziative.
E che forse siamo diversi da loro? Va beh, non ho voglia di rimarcare quello che ho sempre detto, ovvero la differenza tra la PROPAGANDA dei foglietti che mio padre distribuiva ieri agli iper truccati e intappati vecchietti del PD e la vera realtà dei fatti.

Quello di ieri non é un episodio singolo e sono molto contento di vedere persone che starebbero volentieri nel Pd, venire dalla nostra parte perché si sentono di sinistra e non per ripicca.

Guai a fare scelte del genere per ripicca e lo dice uno che verso il PD comincia a covare veramente profondo disprezzo.

Ma lasciamoli alle loro faccende burocratiche e proseguiamo dritti per la nostra strada: per il nuovo anno abbiamo previsto una serie di eventi che a Desenzano non si sono mai tenuti.

Che dire, preparatevi;)

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sabato 22 dicembre 2007

Finalmente patentato

Stamattina ho fatto l'esame pratico per la patente di guida e l'ho passato senza problemi.
Un grazie a Iuri con il quale abbiamo continuato a sparare idiozie fino alla prova. :D

Finalmente entro nel club dei motorizzati!

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giovedì 20 dicembre 2007

La prima sera a Trento

Ed ecco il filmato della prima sera passata a Trento al completo (intendo con Gio, tornato da Cuba).
Come eravamo giovani!

video

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mercoledì 19 dicembre 2007

E' nata ufficialmente Left Youth a Desenzano


Oggi c'é stata la prima riunione ufficiale di Left Youth, il nuovo gruppo giovanile che fa configurandosi anche qua a Desenzano.
Non voglio stare a dilungarmi molto, per lo statuto e il resto vi rimando al sito ufficiale.
Vi dico solo che é nato un gruppo di persone che si sentono di sinistra e vogliono lavorare sui temi che la sinistra si é prefissa, con il punto di vista, le energie, le necessità e le priorità dei giovani.
Alle parole i fatti. Altri parlano, noi abbiamo agito.
La provincia di Brescia é promotrice, assieme ai compagni del Piemonte, della fondazione di questo movimento, che presto, speriamo, si estenderà anche a livello nazionale.
Presto ci saranno iniziative e il circolo é già aperto e operativo.
Per qualunque informazione vi invito a contattarmi;)

PS: quello in parte é il simbolo;)

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martedì 18 dicembre 2007

Un giovane al posto di Fidel?


da La Stampa.it

Il “lider maximo” ammette: “Il mio compito non è restare aggrappato al potere”. Nessun dettaglio sulla successione
Per sette cubani su dieci, quelli nati dopo il 1959, il suo volto è, da sempre, quello di Cuba.
Ma ora Fidel Castro, 81 anni, una salute che vacilla almeno quanto quella del suo paese, si prepara - e prepara i cubani e il mondo - al passaggio di mano.

“Il mio dovere non è quello di aggrapparmi al potere, né di impedire ai giovani di farsi largo, ma di lasciare in eredità esperienze e idee”: la lettera che contiene lo storico annuncio, il primo a far pensare ad un futuro senza Castro - né Fidel, né il fratello “reggente” Raul, 76 anni - è stata letta ieri sera durante una puntata della trasmissione “Tavola rotonda”, in onda sulla televisione nazionale cubana.
Il lider maximo, che da 16 mesi a questa parte, dopo la misteriosa operazione allo stomaco e il trasferimento dei poteri al fratello, interviene nella vita di Cuba soprattutto dalle colonne dei quotidiani cubani, aveva fatto intendere di voler restare ancora a lungo alla guida del paese, almeno formalmente, candidandosi alle elezioni parlamentari del 20 gennaio prossimo.

L’annuncio di ieri apre invece uno scenario di successione, seppure ancora avvolto nel mistero: Castro non fa date, né nomi, non parla del futuro né della sua salute, ma si limita ad ammettere che Cuba si trova ad affrontare problemi gravi, “che richiedono molte più soluzioni di quante non se ne trovino su una scacchiera”, e a prospettare un incarico non facile per il suo successore.

Nuovo scenario per Cuba? La Revoluciòn che rivoluziona se stessa?

Non é facile adesso per noi capire la portata di questo annuncio né le sue conseguenze pratiche nell'immediato. Però si può facilmente capire che per qualche motivo Fidel sia costretto a lasciare il potere: per motivi di salute, di età, politici o altri, il Lider Maximo sembra davvero rimettere il giudizio sul suo operato alla storia e lasciare Cuba in mano ad una nuova mano. Si, ma quale mano? Chi prenderà eventualmente le redini di questo paese? Non é facile fare pronostici, anche se sicuramente non si apriranno spiragli verso l'esterno; difficilmente Cuba si aprirà alla democrazia vera e propria, almeno in tempi brevi.
Più probabile invece, come annunciato dallo stesso Castro, un avvicendamento al potere di una personalità giovane, non solo di età, ma soprattutto di politica. Una personalità che curi il rilancio socio-economico di Cuba.
Perché nei nostri tempi moderni, salvaguardare una rivoluzione simile non é per niente facile, se questa non é supportata da continui spronamenti e anche da più concreti benefici per la popolazione.
Bé, vedremo, spero solo che per Cuba si prospetti un periodo di apertura verso l'esterno e che questo significhi anche la fine dell'embargo che ha minacciato e minaccia ancora di ucciderla.

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lunedì 17 dicembre 2007

Le barre cominciano a partire da Caorso


"Sono partiti dall'ex centrale nucleare di Caorso, nel piacentino, i primi due cask contenenti ciascuno 17 barre d'uranio che saranno riprocessate dalla società Areva nell'impianto di Le Hague, in Francia.
I cask sono usciti dalla centrale alle 14 di ieri, a bordo di un paio di camion scortati dalle forze dell'ordine, e dopo un breve percorso hanno raggiunto l'area della stazione ferroviaria, dove con un carro gru sono stati caricati su un convoglio speciale, la cui partenza per la Francia, attraverso Lombardia e Piemonte, è avvenuta in tarda serata."

20 anni, 20 anni sono passati e ora finalmente qualcosa comincia a sbloccarsi.
Al ritmo di 30-40 giorni dovrebbero partire regolari convogli ad Caorso per smaltire quelle tonnellate di barre che ancora si trovano all'interno della centrale, la più recente e moderna tra tutte quelle italiane.

Le barre, dopo essere statte trattate appositamente, verranno fatte tornare in Italia per essere depositate in un sito "ancora da definire". Spero solo non vadano a finire in qualche fiume o peggio nacora in mano a società poco raccomandabili.

Qui per avere un quadro della situazione italiana e dei principali paesi in merito all'atomo.

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venerdì 14 dicembre 2007

Grillo deposita le firme al Parlamento: riflessioni

Oggi Beppe Grillo é arrivato in risciò davanti a Palazzo Madama per depositare gli scatoloni con le 350000 firme della legge di iniziativa popolare per mandare via i condannati in via definitiva e per non permettere l'elezione dei parlamentari per più di due legislature.

Ecco alcuni estratti dei suoi commenti:

"Napolitano ha detto che questa non è l'Italia di Grillo. Meno male, mi ha tolto un peso, e ha ragione perché questa è l'Italia di Napolitano".

"C’è qualcuno che non capisce nulla di nucleare e vorrebbe riproporlo - ha detto Grillo proseguendo a piedi verso il Senato - il Paese è da dare in mano a gente di 30 anni, magari invece tra poco torna lo psico-nano, ci divertiremo per tre anni".

Il suo arrivo in Senato è stato accolto da un grande applauso dai passanti radunati che hanno gridato: "vai Beppe, vai Beppe cantagliela tutta".
"Noi siamo il popolo sovrano" ha risposto Grillo "chiederò a loro cosa ci fanno qua. C'è gente qua da 30 anni, una volta nella vita devono capire cosa fa tutti i giorni il popolo sovrano".
"Portiamo questo libretto nero, la proposta di legge popolare. Mi sembra carino, tutto rilegato".

Per il presidente del Senato Franco Marini ha preparato un fascicoletto rilegato in pelle nera che contiene il ddl . "Ci manca sopra solo la croce" dice dedicando la proposta a tutte le "salme" di politici che sono in Parlamento.

E per concludere alcune parole sull'informazione:

"L'informazione è la vera depressione di questo Paese. Ormai nei cda degli organi di informazione siedono industriali, banchieri e politici. Così come anche i tg, sono completamente sfacciati. Non c'è più in questo paese una informazione normale, quindi via i finanziamenti pubblici ai giornali. Se fai un giornale, te lo finanzi, ci lavori, lo fai bello e lo vendi. Vivi con chi ti compra e chi ti legge".
“L'informazione sarà assorbita dalla rete” ha concluso il comico genovese “La rete è la cosa più democratica che esista perchè c'è il contraddittorio".

Per quanto mi riguarda, pur non approvando sempre le sue maniere e le sue misure, sono d'accordo con le affermazioni di Grillo, specialmente con la parte sull'informazione. Solo rendendo libera l'informazione da pregiudizi e da pressioni di ideologie e poteri forti si potrà rendere questo paese non solo più democratico, ma anche più responsabile.

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Politica per dare dignità e sicurezza sul luogo di lavoro

Ascoltavo poco fa "Il ritorno di Paddy Garcia" dei Modena City Ramblers e, come sempre, sono rimasto colpito dalla frase:

"Non sto facendo questa guerra per la fede in un partito
Non combatto per servire una bandiera
Ma per lo sguardo stupito e gli occhi dolci dei bambini "

E' un verso molto toccante, che dimostra una volta di più di come dietro una causa ci possa essere una motivazione non ideologica o dogmatica, ma una sofferenza e un bisogno sociale latente e sentito dalla gente.

Se ho deciso di non abbandonare l'attività politica e anzi, di riconoscermi e sostenere fortemente una forza che guardi al diritto di un lavoro DIGNITOSO é perché non voglio più leggere nomi di morti "bianche", non voglio più fare minuti di silenzio, magari carichi di rancore, perché vite di persone sono state spezzate in modo orribile, non voglio più vedere operai che piangono e descrivono con la voce rotta di come hanno cercato di salvare e aiutare i compagni che morivano bruciati o schiacciati, uccisi dal loro stesso lavoro.
Finché in questo paese individualista, consumista e arrogante, a due passi dalle vie chic della Torino per bene, dagli appartamenti di lusso pieni di gente ricca che solleva al massimo una penna intarsiata d'oro per firmare qualcosa che gli permetterà di accrescere ancora la sua ricchezza, ci saranno fabbriche e nelle fabbriche operai e lavoratori che lottano contro la stanchezza e la fatica per portare a casa un compenso da fame, che quando sentono la sirena di fine turno sanno di essere ancora una volta scampati alla morte, di poter tornare a casa e rivedere la propria famiglia.

Finché sarà così, é mio dovere e dovere di tante altre persone, difendere e tutelare queste persone.
Tutelarle soprattutto ricordando che sono persone e non macchine, esseri umani che respirano, parlano, ragionano, camminano, amano.
Ma questo a volte ce lo ricordiamo solo quando applaudiamo al passaggio delle loro bare.

Ognuno di questi morti é stato assassinato e qualcuno dovrà pagare per queso.

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House of The Rising Sun (dedicated to Michael)

Dedico questa canzone al buon Michael, il gestore dell'Irish pub di Desenzano, con il quale ieri abbiamo fatto una bella chiacchierata davanti a una guinness, che mi ha gentilmente offerto;)

There is a house in New Orleans
They call the Rising Sun
And it's been the ruin of many a poor boy
And God I know I'm one

My mother was a tailor
She sewed my new bluejeans
My father was a gamblin' man
Down in New Orleans

Now the only thing a gambler needs
Is a suitcase and trunk
And the only time he's satisfied
Is when he's on a drunk

------ organ solo ------

Oh mother tell your children
Not to do what I have done
Spend your lives in sin and misery
In the House of the Rising Sun

Well, I got one foot on the platform
The other foot on the train
I'm goin' back to New Orleans
To wear that ball and chain

Well, there is a house in New Orleans
They call the Rising Sun
And it's been the ruin of many a poor boy
And God I know I'm one

E stasera festa di compleanno all'Irish pub di Desenzano!

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giovedì 13 dicembre 2007

Ecco le foto dell'assemblea

Ecco alcune foto dell'assemblea e anche un video che mostra la folla di persone.

Per cominciare alcuni interventi dal palco centroale (siamo alla seduta plenaria del secondo giorno):



L'intervento della compagna di Brescia Francesca Butturini:



E per finire alcune foto dei nostri compagni, cominciamo con il compagno Giacomino (il più figo e il più fotocromatico;):



Proseguiamo con Gio e il nostro coordinatore Luigi:



Poi il compagno Gio con la Francy (compagna di Carpenedolo nonché lettriche accanita del mio blog, chissà come mai;)



E concludiamo con il sottoscritto (mi spiace Francy ma la nostra foto é venuta veramente male (non per niente l'ha fatta Giacomo;)



Ed ecco il video ripreso alla fine dell'assemblea:
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mercoledì 12 dicembre 2007

Ecco le foto e il video del viaggio

Ecco come promesso alcuni video e foto dell'assemblea, a breve il commento, che però penso posterò sul sito di Sinistra Democratica, mettendovi un rimando al momento opportuno.

Ecco allora il materiale.

Per iniziare abbiamo le immagini dei nostri delegati alle prese con uno scassato trenino a benzina fino a Padova e con un brillante ed aristocratico T-Biz da lì fino a Roma.









Ed ecco il video del nostro stanco compagno Giacomo che si abbandona placido al sogno dei giusti (i sedili del T Biz d'altronde sono belli comodi :D)

video

A presto allora il commento e le foto dell'assemblea!

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martedì 11 dicembre 2007

Stati Generali della Sinistra, prima parte

Segue un breve (spero breve) riassunto della nostra avventura agli stati generali della sinistra di sabato e domenica.

Iniziamo con la prima parte dedicata al viaggio di andata verso l'assemblea.

Vorrei precisare che il viaggio fino a Roma é stato compiuto da me e Giacomo con il treno e da Trento, contrariamente agli altri che sono andati giù in macchina da Desenzano e da Brescia.
Cercherò di narrarlo in forma riassuntiva con tanto di orari (grossolani).

Ore 5.00: sveglia a Trento, ci prepariamo rapidamente e senza fare colazione ci avviamo verso la stazione.
Ore 6.15: sul binario tronco valsugana ci aspetta la prima parte del nostro viaggio, un trenino a benzina che arrancherà fino a Padova (con 23 fermate da fare).
Ore 8.30: arrivo in perfetto orario alla stazione di Padova, rintontimento a causa del numero enorme di fermate, ma piacevolmente rasserenati dalla conversazione con un passeggero sulle imitazioni di Fiorello.
Ore 8.45: arrivo in perfetto orario dell'Eurostar e partenza con destinazione Roma, il treno é pieno e noi siamo nell'ultima carrozza. Appena accomodati e messo a posto i bagagli siamo informati che la carrozza ristorante é la quinta e quindi che avremmo dovuto fare tutto il treno per raggiungerla. Dopo un po' io e Giacomo ci rendiamo conto che, per quanto Eurostar, questo treno é più confortevole del normale, ci rendiamo conto, anche dall'arredamento e soprattutto dal simbolo sui sedili e sui porta cenere che si tratta di un T-Biz, linea business dell'Eurostar, probabilmente un treno convertito in Eurostar normale ma comunque confortevole, piacevole sorpresa!
Ad un certo punto decidiamo di andare a fare colazione e ci avviamo verso il bar. Dopo un lungo tragitto per le carrozze arriviamo finalmente all'ambito traguardo e ordiniamo cappuccino e brioche; al che, sorpresa! Di cappuccini ne restava uno, dato che il latte era finito e le brioche pure erano terminate ed erano le 9.30! Perplessi attendiamo fiduciosi il carico di nuove provviste alla stazione (eravamo nel frattempo arrivati e fermi a Bologna). Arriva l'altro inserviente del bar e comunica in dialetto romanesco che "so arrivati 150 mars", al che ci rendiamo conto che la colazione é irrimediabilmente compromessa. Alla fine risolvo di prendere un té che neanche due bustine di zucchero riescono a rendere dolce e ce ne torniamo al nostro posto.
Girando per il treno ci rendiamo conto che é pieno di gente che legge il Manifesto e Liberazione, dal che deduciamo che, per usare un'espressione ormai berlusconiana, questo é un treno rosso.
Difatti andavano tutti, come noi, agli stati generali della Sinistra.
13.08: arrivo in perfetto orario alla stazione Termini, piccola discussione tra me e Giacomo su come arrivare alla fiera e se seguire le erronee e contraddittorie informazioni che avevamo racimolato. Decido di seguire l'ipotesi di Giacomo e di non attendere il dubbio treno per la fiera da Termini, ma di spostarsi in metropolitana fino a Roma Ostiense e da lì prendere il treno locale.
Prendiamo la metropolitana, schiaffandoci nel casino di Roma (c'erano pure 5 o 6 gradi più che a Trento e quindi faceva quasi caldo) e scendiamo a Ostiense.
Arrivati lì (13.30 circa) ci arrabattiamo per prendere un biglietto dalle macchinette del trasporto locale (che accettavano solo banconote e non monete e non davano il resto) e prendiamo il treno (nel frattempo aveva cominciato a piovere).
Sul treno troviamo miracolosamente posto (era strapieno di compagni con bandiere e assembramento vario) e scendiamo finalmente alla fiera.
Appena arrivati ci rendiamo conto che la fiera é un complesso di parecchi chilometri e quindi dobbiamo risolverci ad andare a piedi. Ignorando la fermata della navetta, proseguiamo pedibus calcantibus verso l'entrata est, a parecchie centinaia di metri, quando un autobus ci frena davanti, invitandoci a salire e facendosi suonare dietro da tutte le macchine.
Ecco la consueta umanità dei romani, agli inviti di "aò, nnamo, venite su che ve porto all'entrata), saliamo sulla navetta assieme ad altri intrepidi compagni che ci avevano seguito e, morale, la riempiamo, così quando arriviamo alla fermata il bus é già pieno. Con gioiosa vitalità il conducente invita i compagni ad aspettare perché sarebbe tornato in 10 minuti.
Il pullman ci porta così all'entrata est dove scopriamo che l'assemblea é nel padiglione dell'entrata nord (così abbiamo dovuto attraversare TUTTA la fiera a piedi...) e ci ricongiungiamo con gli altri compagni venuti in macchina o in pullman.

Fine prima parte, al più presto pubblicherò foto e filmati del viaggio e la prossima volta foto, filmati e commento sull'assemblea;)

A presto!

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venerdì 7 dicembre 2007

Babbo Natale che parla di sesso orale: l'ennesima gaffe della Microsoft


Tratto da google news.

SEATTLE - Doveva essere un modo semplice e veloce per chattare online direttamente con Babbo Natale; un'occasione unica per milioni di bambini e ragazzi. Dopo aver aggiunto l'indirizzo e-mail northpole@live.com alla lista dei propri contatti di Windows Live Messenger l'utente poteva conversare con il Santa Claus virtuale di Microsoft, che - grazie a un programma automatizzato - era in grado di rispondere alle moltissime richieste da ogni parte del mondo. Il Babbo Natale virtuale, online da un anno, parlava di argomenti inerenti alla festività come il Polo Nord, le renne, i regali. Alla fine si è ritrovato a parlare di sesso, oltretutto in modo esplicito. E quindi è stato zittito definitivamente.

SESSO ORALE - Un'avventura che ricorda quella di un film, «Bad Santa», con un Babbo Natale di un grande magazzino dedito a sesso, alcole e ruberie. Soltanto che questa volta il «Bad Santa» è virtuale. Se n'è accorto The Register che ha raccontato la vicenda, fin dalle prime battute: un lettore ha fatto presente al portale informatico che le sue due nipotine, di 11 e 13 anni, dopo aver esortato in maniera insistente il Babbo Natale online a mangiare una fetta di pizza, si sono meravigliate quando questo ha improvvisamente cambiato discorso cominciando a parlare di sesso orale. «You want me to eat what?!? It's fun to talk about oral sex, but I want to chat about something else» («Tu vuoi che io mangi cosa?!? È divertente parlare di sesso orale, ma vorrei chattare di qualcos'altro») è stato il testo digitato, prontamente documentato dal sito britannico. Oltretutto, scrive The Register, alla fine gli sarebbe scappato anche un «dirty bastard». Microsoft non ha perso tempo e ha subito rimosso il suo Babbo Natale dalla Rete: «Dopo una serie di report che segnalavano l'utilizzo di un linguaggio inappropriarto nel codice del software del Santa Claus presente su Windows Live Messenger, abbiamo cercato di cancellare parti degli script. Non ha funzionato, così è stato disattivato» ha annunciato il portavoce Adam Sohn.


Non ho parole, la sostituzione di queste tradizioni con il digitale porta solo ad una forzosa artificiosità di queste ultime.
Perché non possiamo pensare alla lettera sotto l'albero e all'attesa dei regali per il giorno dopo?

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giovedì 6 dicembre 2007

Sinistra Generazionale

Riporto il comunicato a nome dei giovani dei quattro partiti fondatori della federazione della sinistra (da l'assemblea.org).


Le federazioni giovanili di Verdi, Prc, Sd e Pdci saranno presenti all’Assemblea Generale dell’8 e il 9

(6.12.07) - Siamo ragazzi e ragazze di quella che è stata chiamata “Generazione X”, cresciuta con la «crisi della politica», il crollo delle ideologie, il pensiero unico e la fine della storia
Nei movimenti globali, ecologisti e pacifisti di inizio millennio abbiamo ritrovato una nostra mutevole identità ed in questi anni non ci siamo rassegnati a delegare ad altri la nostra passione ed iniziativa politica.
Siamo una generazione che vive oggi sulla propria pelle la crisi verticale del nesso lavoro-cittadinanza costruita attraverso il paradigma della precarietà come condizione legata non solo alla dimensione professionale e del contratto di lavoro, ma come dimensione esistenziale generale, e che riguarda la casa come l’istruzione, la mobilità come l’accesso a saperi e cultura, la libertà di scegliere liberamente sulla tua vita, di seguire i tuoi orientamenti sessuali, come la promessa di un avvenire di guerra, cambiamenti climatici ed instabilità globale.
La precarietà diviene allora il furto più terribile che si possa fare ad un giovane: il furto della possibilità di immaginare, costruire, organizzare il tuo futuro fuori dal ricatto costante del profitto e del comando.
E’ una condizione che può essere rappresentata, narrata solo da chi la vive sulla propria pelle e - come tale - spesso invisibile alla sfera della politica e dei diritti sindacali.
E’ una condizione che pone alla politica domande nuove, che vivono dentro una società profondamente mutata: diritto alla continuità di reddito ed alla formazione permanente garantita e retribuita, accesso a saperi, conoscenze e cultura, al credito, il diritto all’abitare, a vivere in una società non prigioniera delle mafie e della criminalità organizzata.
Domande e temi nuovi che devono avere piena cittadinanza nell’assemblea di sabato e domenica attraverso la partecipazione delle giovani generazioni, un tema a cui, ci pare, non si è data adeguata attenzione.
Ci chiediamo, insomma, come si possa immaginare una sinistra nuova senza mettere al centro i soggetti che più inverano le condizioni materiali di vita di una società rinnovata, giovani, donne e migranti in primis.
Non si può fare a meno di credere, ci pare, che una politica di trasformazione e cambiamento abbia bisogno oggi di farsi percorso di liberazione in primo luogo per tutti questi soggetti.
E’ per questo che la crisi della politica riguarda più di altri le giovani generazioni, ormai incapaci di credere che la politica possa determinare significativi mutamenti nelle loro condizioni di vita e di lavoro.
Al centro di questo processo vi è - tra l’altro – quella che chiamiamo «privatizzazione della politica» ad opera dei gruppi dirigenti di troppe forze politiche, tendenzialmente bianchi, anziani, maschi.
La società italiana è oggi tra le più gerontocratiche del pianeta: esclude, perimetra, mortifica nell’università come nella ricerca, nell’impresa come nel pubblico impiego.
Questo fenomeno è tanto più grave se avviene, come in realtà è, nel campo della politica perché la condanna all’incomprensione di una parte non marginale della realtà e ne mina la già snervata rappresentanza.
La precarietà delle giovani generazioni infatti rappresenta oggi una vera e propria emergenza sociale di cui di cui molti nel mondo della politica si riempiono quotidianamente la bocca senza conoscerne la condizione materiale e senza avere la capacità di prospettare e realizzare soluzioni concrete (la recente vicenda del welfare ne è l’ennesima conferma).
Le manifestazioni che negli ultimi due mesi hanno invaso le strade ele piazze del nostro paese - il 20 ottobre contro la precarietà, il 17 novembre a Genova, il 24 novembre la straordinaria manifestazione delle donne contro la violenza maschile, lo scorso sabato i tantissimi/e in marcia per la difesa dei beni comuni – hanno invece disegnato la realtà di un paese attraversato da una radicale domanda di partecipazione, da soggetti sociali - i giovani e le donne in particolare – che chiedono una presa di parola cui la politica ufficiale non riesce a rispondere.
Pensiamo che l’assemblea della sinistra dell’8 e 9 dicembre possa rappresentare una straordinaria occasione per l’inversione di questa tendenza; ma perché realmente lo sia dobbiamo essere capaci di accettare la sfida sino in fondo, senza timori o reticenze, senza sfuggire alle critiche di tanti che vogliono prender parola, contribuire all’elaborazione, progettare insieme contenuti, analisi, priorità, pratiche e forme.
Con questa convinzione non possiamo che ritenere una ricchezza la presenza all’assemblea di quei soggetti sociali che nella politica, ma in una nuova politica, vogliono ancora riconoscersi, e che scegliendo di farlo in quella sede vorranno offrire un contributo critico e costruttivo al percorso unitario che si sta avviando, consapevoli della complessità quanto della possibilità di reale cambiamento che ci troviamo oggi davanti.
Crediamo infatti che la sinistra unita e plurale debba essere esattamente la messa insieme di tante istanze, diverse ma complementari.
Interverremo in tutti i workshop ponendo questi temi e chiediamo infine che sia garantito alle giovani generazioni un intervento nell’assemblea plenaria di domenica sui problemi che le riguardano da vicino, ben sapendo che ciò non rappresenta in alcun modo una soluzione del problema, ma solo un possibile inizio.
L’inizio di un nuovo processo che vedrà la sinistra italiana riconquistare le periferie e il consenso anche di coloro che oggi sono profondamente delusi; l’inizio di un nuovo cambiamento e il rilancio di una lotta per un mondo nuovo.

Giovani Comuniste/i, Federazione Giovanile Comunisti Italiani, GiovaniVerdi, Giovani di Sinistra Democratica

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Piccola carrellata di immagini

Diamo fondo a queste ultime immagini di Novembre prima del mese natalizio ricordando alcuni nostri tratti tipici.

L'uomo sempre elegante.


Il cuoco di bordo.


E per finire il dialogo con il nostro nuovo compagno di appartamento ovvero il nostro nuovo Carlotti convalescente da una malattia.


video

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La sinistra in Italia ha un nuovo nome e un nuovo simbolo: perplessità.


E' uscito il nuovo tratto grafico comune che caratterizzerà la federazione della sinistra e che verra formalmente presentato il 9 Dicembre durante l'assemblea plenaria a Roma.
Sinceramente posso apprezzare la perdita dell'attributo (e del simbolo) comunista, ancorché giustamente non si debbano perdere i valori all'interno del nuovo soggetto, ma non posso fare a meno di pensare che si poteva fare decisamente qualcosa di meglio.
A cominciare dal nome: il termine sinistra viene utilizzato, ma mi é completamente oscuro il perché dell'utilizzo di "l'arcobaleno" subito dopo il termine. Letto di fila suona "la sinistra l'arcobaleno". Mi sembra sinceramente un po' squallido.
Dopo un nome del genere, non ci si può aspettare che un simbolo omonimo ed infatti ecco l'arcobaleno che campeggia sotto.
Riguardo a questo elemento voglio solo sottolineare che un bambino di 6 anni con paint l'avrebbe fatto meglio (quelle rigacce spesse sono veramente brutte).
Per ultimo il colore: spero vivamente che la bandiera con questo "simbolo" sia rossa, altrimenti alle prossime elezioni ci saranno solo i voti dei quattro "padri" che l'hanno presentato...

Detta questa inevitabile mia riflessione, non voglio tuttavia esimermi dal congratularmi con le quattro forze della sinistra che hanno saputo trovare un denominatore comune per la loro azione politica.
Il contenitore ha un nome: ma noi sabato e domenica non lo costruiremo come é stato fatto con il PD. Noi costruiremo le idee e i valori sui quali si deve fondare questa nuova realtà e sarà la gente a giudicare se il nostro passo é stato troppo breve o troppo lungo.

Avanti quindi, per rendere effettiva quella che é, a tutti gli effetti, una svolta storica della sinistra italiana.

Ho sentito di recente qualcuno del PD dire (a quanto pare l'unica cosa che resterà sicuramente FUORI dal loro statuto é la dignità) che é merito loro se la sinistra si é unita, senza il loro grande passo democratico non si sarebbe potuta configurare un'entità meno "radicale".
A quelli che la pensano così dico solo una cosa: noi (e intendo noi come Sinistra, d'ora in poi non si parlerà più soltanto di SD) siamo riusciti a fare quello che i Piddiani, non sono riusciti: mettere in comune delle idee ed evolversi naturalmente dal proprio passato in una visione più moderna SENZA buttare via le proprie origini; voi purtroppo non ci siete riusciti.

Forse non siamo noi a dover imparare.

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martedì 4 dicembre 2007

Le affermazioni politiche di chi la cultura non ha idea di cosa sia

Sto parlando dell'affermazione fatta dal consigliere comunale di Treviso Gorgio Bettio.
Il leghista, parlando di un battibecco a livello condominiale con coinquilini di fede musulmana accaduto alla madre, avrebbe sostenuto nei confronti di queste persone «inutile la legge del taglione» e molto più proficui i sistemi adottati dalle SS nei confronti dei detenuti nei lager.
Ora, senza lasciarsi andare a reazioni della stessa portata di queste affermazioni che, francamente, ci potrebbero stare bene, vorrei ricordare che dietro l'elezione di queste persone ci sono i voti della gente, dietro queste affermazioni c'é una precisa volontà di dar voce a queste ultime eleggendo personalità che inevitabilmente finiscono per dirle (si spera non farle).

La domanda che voglio porre a chi li ha votati, li vota e probabilmente li voterà é: non vi vergognate? Neanche un po'?

Bé, se non vi vergognate neanche un po' mi vergogno io per voi e anche di voi.

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domenica 2 dicembre 2007

Carlotti Lavacoltelli

Il lavaggio dei piatti nella nostra casa universitaria é da sempre regolato da rigide norme ed eque ripartizioni di stampo socialista.
Quando si tratta di lavare i coltelli però, il fattore follia inalbera i propri sintomi e si aggiunge al fattore alcool nell'elenco di cose che rendon divertente l'età ateneide.

Per questo, guardate...

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Ed ecco un altro scoppiettante video della saga universitaria

Mi raccomando, se siete seduti assicuratevi che lo schienale sia in posizione perfettamente diritta e se non lo siete affrettatevi a prendere posizione o quantomeno ad afferrarvi a qualcosa di resistente... é arrivato il NUOVO video della saga universitaria.

Irriverente, dissacrante, REALE, il nuovo video targato "Università degli Stufi di Trento".

Godetevelo, presto ne arriverà un'altro carrellata.

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