martedì 12 febbraio 2008

Pro Life

ROMA - "La mia lista andrà da sola, e sarà presente, per ragioni organizzative, solo in alcune regioni in Senato". Così Giuliano Ferrara, intervistato dall'agenzia GRT, annuncia la scelta di non legarsi ad alcuno schieramento politico nelle prossime elezioni. Il direttore del 'Foglio' precisa anche la natura della sua Lista per la Vita, sottolineando che non si tratta dell'ennesimo partitino, ma di una "lista di scopo, il tentativo cioé di affermare come centrale nella campagna elettorale, e possibilmente entrando nelle istituzioni, il tema della difesa della vita". Ferrara ripete come "nessuna donna possa essere obbligata a partorire , ma che, stante il diritto legale all'interruzione volontaria di gravidanza, si debba comunque combattere il fenomeno dell'aborto con intelligenza e ricorrendo all'ausilio della legislazione".

Ferrara riesce a sorprendere sempre. Ma non tanto per le sue prese di posizione che possono suonare agli storici del tempo profondamente altisonanti con un passato a base di manifestazioni anche violente. Mi sorprende per la sua volontà di lanciarsi in questo carosello gratuito e garantito dal Porcellum per propagandare un'idea poco comune ed assolutamente trascurata dalle leggi dello Stato.

Ci voleva proprio il signor Ferrara a ricordarci che la vita va rispettata e tutelata.
Persino i cattolici del centro sinistra (e non solo) hanno invitato alla non strumentalizzazione del tema.
A quanto pare la Chiesa ha avuto subito la risposta alla sua richiesta di preservare un partito o movimento cattolico nel quadro politico italiano.
Più che una risposta i politici gliene hanno date tre. Spero basti.

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1 commento:

  1. Lui voleva fare il partito per il giro vita ma poi si è reso conto che gli stava sretto e che sarebbe risultato poco credibile, così a ripiegato su un qualcosa di più clericale.

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